Ritardo mentale Dsm V: diagnosi, valutazione Qi e criteri diagnostici

Ritardo mentale Dsm V: diagnosi, valutazione Qi e criteri diagnostici

La Disabilità Intellettiva o Ritardo Mentale è inclusa nel Dsm V all’interno della categoria dei Disturbi del Neurosviluppo. Come suggerisce il nome, il Ritardo Mentale esordisce nel periodo dello sviluppo, con sintomi che possono ostacolare il funzionamento personale, sociale e scolastico.

Diagnosi del Ritardo Mentale

La diagnosi del ritardo mentale si effettua attraverso specifici test di valutazione che analizzano il profilo cognitivo e funzionale. Si tratta di strumenti multicomponenziali, in grado di evidenziare le varie aree intellettive della persona. Un esempio è la Wisc IV di cui ho parlato in questo articolo dedicato ai test per la valutazione del Ritardo Mentale.

La somministrazione avviene all’interno di un setting clinico come lo studio dello psicologo, ma solitamente spetta al clinico creare le condizioni idonee per favorire la partecipazione del bambino o del ragazzo.

Salvo casi straordinari all’interno di un setting ben strutturato il giovane vive il momento della somministrazione con serenità e rivestendo un ruolo attivo.

Molte prove sono appositamente strutturate in modo da sembrare un gioco e talvolta diventano per i ragazzi una piccola sfida personale. Questo per ribadire l’importanza di adottare un atteggiamento genitoriale basato sulla calma e sulla massima limitazione delle ansie personali, elemento fondamentale durante la valutazione diagnostica del Ritardo Mentale come di altri disturbi.

Oltre alla valutazione cognitiva delle abilità intellettive è fondamentale indagare le aree di funzionamento del soggetto mediante strumenti appositi che hanno lo scopo di approfondire il livello di adattamento in quanto il solo Qi, ovvero la presenza di un Quoziente Intellettivo sotto la media, non è sufficiente a formulare una diagnosi esaustiva.

Al termine della valutazione lo psicologo effettua un colloquio di restituzione per fornire le indicazioni cliniche utili a intraprendere un eventuale trattamento, tenendo conto delle difficoltà specifiche del bambino.

Il Ritardo Mentale nel Dsm V: sintomi e criteri diagnostici

La Disabilità Intellettiva è associata a limitazioni di varia entità che possono riguardare la sfera concettuale, pratica e sociale. Nell’ICD 11 il Ritardo Mentale è diagnosticato come Disturbo dello Spettro intellettivo.

Gli effetti della disabilità sono strettamente collegati all’intensità del Ritardo Mentale che può spaziare da una forma lieve a una forma grave, con vari stadi intermedi.

La valutazione diagnostica permette di verificare la presenza o meno di dati clinici che confermano la presenza e il grado di entità della Disabilità Intellettiva.

I criteri diagnostici del Ritardo Mentale di seguito riportati hanno lo scopo di verificare la comparsa e l’entità di deficit nel funzionamento adattivo e intellettivo. Tali limitazioni devono soddisfare tre criteri diagnostici:

  1. Deficit delle funzioni intellettive come ragionamento, pianificazione, problem solving, capacità di giudizio, pensiero astratto, apprendimento scolastico e apprendimento dall’esperienza, confermati sia da una valutazione clinica sia da test di intelligenza individualizzati e standardizzati
  2. Deficit del funzionamento adattivo che porta al mancato raggiungimento degli standard di sviluppo e socioculturali di autonomia e di responsabilità sociale. Questi deficit limitano il funzionamento in una o più sfere della vita quotidiana come la vita autonoma, la comunicazione e la partecipazione attraverso vari ambienti come scuola, casa, ambiente lavorativo e comunità.
  3. I deficit adattivi e intellettivi esordiscono durante il periodo di sviluppo, ovvero durante l’infanzia o l’adolescenza.

Sulla base della presenza e dell’intensità dei sintomi compresi nei criteri diagnostici è possibile elaborare un quadro completo della condizione clinica di bambini e ragazzi. Come sottolineato in precedenza, la valutazione diagnostica del Ritardo Mentale tiene conto di diverse variabili relative al funzionamento intellettivo e adattivo che consentono di collocare il giovane all’interno di specifici range.

I livelli di gravità del Ritardo Mentale sono identificati dallo psicologo in base al funzionamento adattivo in termini di Ritardo Mentale Lieve, Moderato, Grave o Estremo di cui ho parlato in un precedente articolo. Pertanto un ragazzo con Ritardo Mentale Lieve incontrerà minori difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane rispetto a condizioni cliniche più complesse.

Si tratta di una misura innovativa nella diagnosi dei livelli di gravità rispetto a quanto previsto dal DSM IV, per cui l’attuale diagnosi prevede che i vari gradi non si basino più strettamente sui punteggi di quoziente intellettivo (QI). Questo perché è proprio il livello di funzionamento adattivo a richiedere o meno un eventuale sostegno esterno per aiutare i bambini nello svolgimento delle attività quotidiane e una componente fondamentale di cui tener conto nell’elaborazione di adeguati piani di trattamento.

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