Isolamento sociale: come uscirne?

Isolamento sociale: come uscirne?

isolamento sociale come uscirneL’isolamento sociale è un fenomeno che colpisce bambini, adolescenti e persone di ogni età o provenienza. Benché con caratteristiche differenti che variano culturalmente, l’isolamento sociale volontario o non rappresenta una problematica da cui è possibile uscire, seppur a volte in modo tutt’altro che semplice.

Le mille facce dell’isolamento sociale

Con l’arrivo della sorellina, il fratello più grande sembra improvvisamente tornato bambino. Ricomincia a fare la pipì nel letto o a parlare come se il suo sviluppo cognitivo avesse subito un blocco. Le insegnanti richiamano la mamma per comunicarle che da qualche mese suo figlio ha smesso di parlare e interagire con i compagni come ha sempre fatto. I compagni lo invitano alle feste ma, le poche volte che accetta di partecipare, se ne sta in disparte. Finché gli inviti non iniziano a scarseggiare…

Da studentessa modello, una liceale all’ingresso delle superiori inizia a subire un calo drastico dei voti. Ha accennato qualcosa rispetto a un litigio in classe ma nessuno immagina che sia stata vittima di un vero e proprio atto di bullismo. Inizia ad abbandonare le proprie passioni, a ritirarsi dalla vita sociale e ad assumere un controllo ossessivo sul proprio corpo, che diventa la priorità assoluta che esclude tutto il resto.

Dopo dieci anni di matrimonio, Luisa è pronta a lasciarsi tutto alle spalle. Ma è ignara del fatto che molte delle persone che hanno ruotato attorno alla sua vita, seduto a tavola con lei durante cene e feste, smetteranno di vederla, chiamarla, pensarla. Inizia a porsi delle domande su chi è, quale sia il suo valore personale e dove abbia sbagliato, convinta di aver seminato positivamente per anni e ritrovandosi con un pugno di mosche in mano. Il tempo non sembra sistemare le cose e pian piano gli stessi pensieri che riguardavano solo i precedenti amici iniziano ad allontanarla anche da parenti e colleghi…

Quante facce ha l’isolamento sociale?

 

Isolamento sociale in adolescenza e nell’arco di vita

Ognuno di noi possiede alcune tendenze che ci spingono ad agire in modo più o meno sociale. La ricerca del confronto e del contatto con gli altri varia nel corso della vita, solitamente con forti picchi che assumono il culmine durante la fase adolescenziale. Tuttavia molti adolescenti tendono a isolarsi socialmente nonostante l’importanza che la sfera sociale riveste in questa fase evolutiva, spesso con forti ripercussioni sulla sfera privata, sull’autostima e sull’immagine di sé. In molti casi l’adolescente preferisce ritirarsi dalla vita sociale a seguito di eventi che hanno ferito la sua persona, come atti di bullismo e cyberbullismo o problematiche relazionali che caratterizzano il sistema familiare e, volente o nolente, il ragazzo porta con sé anche nel mondo esterno.

Smettere di uscire spesso diventa sinonimo di ridurre tutte le azioni quotidiane, come lo studio, la frequentazione di parenti o dei pochi amici di lunga data, talvolta come lo stesso lavarsi: inizia a trasformarsi nello smettere di prendersi cura di sé. L’isolamento sociale può portare allo sviluppo di sintomi depressivi che possono prendere la forma di una Depressione Reattiva o di disturbi dell’umore più gravi e pervasivi. Ciò avviene perché l’uomo è, fondamentalmente, un animale sociale che ha bisogno degli altri per soddisfare i suoi bisogni di base.

Lo stesso discorso può essere applicato in tutto l’arco di vita. L’isolamento sociale non riguarda solo gli adolescenti ma molto spesso colpisce persone di età adulta e, non di rado, anziane.

Le risorse disponibili variano di caso in caso, così come le cause che ovviamente possono differenziarsi da una persona all’altra, ma in tutti i casi è importante non trascurarne gli effetti e chiedere aiuto a uno psicologo o ai servizi territoriali.

Nel parlare di questo fenomeno stiamo volontariamente escludendo persone con tratti più introversi, che magari preferiscono frequentare una cerchia ristretta di amici e privilegiare le proprie passioni rispetto a un’uscita in gruppo.

Isolamento sociale volontario o obbligato?

Diverso è il discorso del cosiddetto isolamento sociale volontario, concetto spesso utilizzato nella descrizione di fenomeni come gli adolescenti Hikikomori di cui abbiamo parlato in un precedente articolo. Anche nel caso degli Hikikomori, spesso tutto parte come una scelta di vita che potrebbe anche essere lecita. D’altronde, chi di noi non ha mai desiderato abbandonare tutto e scappare via per un po’?

Il problema è proprio il “per un po'”: ad esempio nel caso di questi ragazzi il successivo rientro nella vita sociale diventa qualcosa di terribilmente difficile, su cui costruiscono fantasie che pur avendo una base concreta, finiscono con il distaccarsi completamente dalla realtà.

Isolamento sociale: come uscirne

Fortunatamente esistono diverse soluzioni per uscire dall’isolamento sociale. In casi come questi è importante trovare la forza di chiedere aiuto. Tuttavia in alcuni casi il ritiro sociale diventa come un virus che si estende al nostro intero funzionamento, annullando le preziose risorse che ognuno di noi ha. Non a caso parlare con persone con queste problematiche riporta al frequente desiderio di “tornare come erano“, senza riuscirci nonostante i tentativi attuati senza successo.

Per uscire dall’isolamento sociale serve forza. Questa forza può essere presa in prestito da genitori, familiari o amici, nel caso di persone che, per vari motivi, sentono di non farcela da soli.

Il sostegno psicologico può aiutare fortemente giovani e adulti a uscire dall’isolamento sociale, a patto di abbattere i veri ostacoli che ruotano attorno a questo fenomeno, che paradossalmente spesso non sono rappresentati da problematiche reali, quanto da un blocco psicologico legato all’idea dello psicologo come “dottore dei matti“. Nella maggior parte dei casi questo pregiudizio totalmente errato viene brillantemente superato non appena si instaura un rapporto autentico e collaborativo con lo psicologo e si capisce cosa fa concretamente lo psicologo e cosa accade realmente durante una seduta in studio.

Il consiglio resta quello di rivolgervi a un professionista operante nei pressi della vostra zona di residenza, evitando di rimandare e di contattare figure non abilitate a questo tipo di prestazioni sanitarie, che magari possono richiedere un compenso leggermente inferiore ma di fatto non possiedono alcuna competenza realmente utile per superare l’isolamento sociale e le sue cause psicologiche.

5 pensieri riguardo “Isolamento sociale: come uscirne?

  1. Parole sante, Dottoressa! Cercavo un bravo psicologo a Roma Eur e sono felice di aver trovato il suo sito, la ricontatterò all’inizio dell’anno. Buone feste

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