Differenze tra certificazione e diagnosi Dsa

Differenze tra certificazione e diagnosi Dsa

Cerchiamo di fare chiarezza e capire le differenze tra certificazione e diagnosi Dsa effettuata da psicologi privati o dalle Asl del territorio. Fortunatamente esistono delle linee guida formulate dal CNOP, il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, che ci aiutano a comprendere come agire in caso di sospetto Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

Molte linee guida sono contenute nel documento redatto dal CNOP nel 2016 dal titolo “I DSA e gli altri BES – Indicazioni per la pratica professionale”.

Non può esserci una diagnosi Dsa senza valutazione

La valutazione Dsa comincia solitamente con le osservazioni riportate dalle insegnanti e dai genitori che notano la presenza di difficoltà nelle attività scolastiche del bambino, in fase di apprendimento di abilità di base come la lettura, la scrittura e il calcolo.

Tuttavia l’ambito scolastico non è l’unico elemento di analisi, in quanto il bambino deve essere valutato a 360 gradi, includendone anche il suo funzionamento sociale e psicologico. Ciò comporta quindi la presenza di professionisti sanitari che raccolgono quanto riferito da insegnanti e genitori per poi approfondire i singoli domini con colloqui clinici e test diagnostici.

In un mondo ideale una buona parte di queste prime osservazioni dovrebbero emergere a seguito dei cosiddetti programmi di screening dsa.

Screening DSA: la tempestività è tutto

Gli screening per i prerequisiti della letto-scrittura dovrebbero essere effettuati somministrando specifici test a bambini in età prescolare. Tali strumenti consentono di individuare in bambini di soli 5 anni la presenza di difficoltà che, in alcuni casi, possono sfociare in un vero e proprio DSA. Questi test non hanno valore diagnostico ma consentono di attuare interventi preventivi per ridurre le conseguenze negative dei Dsa, che possono essere diagnosticati solo alle scuole elementari.

Purtroppo nonostante le linee guida suggeriscano il contrario ad oggi i test di screening Dsa non vengono effettuati da tutte le scuole, con il rischio di accorgersi che il proprio figlio presenti la Dislessia o altro Disturbo Specifico dell’Apprendimento quando è ormai troppo tardi per intraprendere un trattamento di potenziamento cognitivo adatto a limitare adeguatamente gli effetti negativi del disturbo.

Diagnosi DSA: quando e come

La diagnosi Dsa è un processo conseguente alla valutazione che include le osservazioni raccolte da insegnanti, genitori e professionisti sanitari nei quali rientrano medici e psicologi.

Quindi lo psicologo può fare diagnosi di DSA?

La Legge 56/89 stabilisce che la diagnosi clinica può essere effettuata esclusivamente da psicologi e medici. La diagnosi Dsa viene effettuata solo dopo aver somministrato test specifici che servono a comprendere il livello di funzionamento cognitivo del bambino – solitamente utilizzando strumenti standardizzati come la Wisc IV – unito alla somministrazione di test per gli apprendimenti.

La diagnosi Dsa può essere effettuata da psicologi privati, dai centri accreditati e dalle Asl di competenza in bambini che hanno terminato la seconda (nel caso di sospetta Dislessia, Disortografia o Disgrafia) o la terza elementare (nel caso di Discalculia). Solitamente viene fornita una relazione finale che attesta che il bambino/ragazzo rientra nei criteri diagnostici per la Dislessia o altro Disturbo Specifico dell’Apprendimento. La relazione DSA dovrebbe inoltre includere i punti di forza e di debolezza e dei suggerimenti per l’intervento clinico che generalmente comprende il potenziamento cognitivo.

Certificazione DSA: un documento necessario ai fini scolastici

La certificazione Dsa è un terzo step della valutazione. È un documento rilasciato da “specialisti o strutture accreditate” (Legge n. 170/2010) che soddisfano un insieme di criteri inclusi della Consensus Conference. La certificazione ha lo scopo di attestare la presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento e rappresenta pertanto un documento utile ai fini scolastici in quanto consente di attivare il PDP (Piano Didattico Personalizzato).

In sintesi i genitori possono scegliere due strade: affidarsi alla Asl e richiedere la valutazione diagnostica e la successiva certificazione Dsa o rivolgersi a uno psicologo privato.

Nel secondo caso è possibile concordare con il professionista i tempi precisi di avvio e conclusione dell’iter diagnostico e, una volta ricevuta la diagnosi Dsa dallo psicologo privato, questa potrà essere validata dalla Asl di competenza. In caso di esito positivo l’Asl rilascerà la certificazione DSA.

Sebbene effettuare la diagnosi Dsa da privati presenti un costo da tenere in conto, questa procedura consente di accorciare i tempi delle liste di attesa tipiche dei servizi territoriali e di agire tempestivamente in ambito scolastico.

Inoltre la nota n.8 della Circolare emessa dal Miur in data 6/3/2013 dà diritto a richiedere l’attuazione del PDP anche con la sola diagnosi privata, in attesa della certificazione rilasciata dalle strutture accreditate.

In questo modo il bambino potrà esercitare i diritti previsti dalla Legge 170/2010 e iniziare a utilizzare gli strumenti dispensativi e compensativi previsti per alunni con Dsa senza attendere i tempi previsti dal servizio pubblico. Qui il documento completo della Circolare Miur.

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