Cyberbullismo: segnali tipici a cui fare attenzione

Cyberbullismo: segnali tipici a cui fare attenzione

La definizione di Cyberbullismo è l’insieme di azioni compiute in modo intenzionale ed aggressivo, eseguite persistentemente attraverso vari strumenti elettronici come social network o le chat, da una persona o da un gruppo, al fine di danneggiare un coetaneo che non può facilmente difendersi (Patchin, Hinduja, 2006, Smith, 2007, Willard, 2007).

Cyberbullismo: segnali tipici di bambini e adolescenti vittime di bullismo digitale

Nei precedenti post abbiamo parlato delle differenze tra cyberbullismo e bullismo. Nonostante alcune caratteristiche tipiche, i due fenomeni condividono una componente in comune: la relazione tra coetanei non si attua attraverso lo scambio reciproco ma si basa su uno squilibrio dei poteri.

Quello che li accomuna è quindi l’impostazione gerarchica dei ruoli che nel bullismo contempla sempre la presenza di una vittima, un carnefice e spesso di altri che, pur non commettendo atti aggressivi, con il loro silenzio alimentano queste dinamiche disfunzionali.

Apparentemente potrebbe sembrare che il cyberbullismo sia semplicemente l’applicazione di queste dinamiche nell’era digitale, ma in realtà questo fenomeno si associa ad altre variabili in grado di causare ansia e depressione nei ragazzi che ho ampiamente trattato in un precedente articolo.

Segnali tipici del Bullismo

Come sappiamo un dialogo frequente e sinceramente interessato è alla base di un’infanzia e un’adolescenza sana, sicuramente non priva di disagi e delusioni che inevitabilmente interessano la vita di ognuno di noi. Il problema è che soprattutto nel periodo adolescenziale spesso i ragazzi alzano un muro o, per utilizzare le parole tipiche di un genitore “si chiudono a riccio“, rendendo difficile comprendere come stiano davvero e se ci siano problemi concreti da affrontare insieme.

Oltre a impegnarsi al massimo per favorire la crescita dei propri figli, è importante che la coppia genitoriale e i familiari più vicini ai ragazzi prestino attenzione ad alcuni segnali tipici. Ad esempio il bullismo e cyberbullismo purtroppo rappresentano dinamiche sociali molto frequenti negli anni scolastici, che nonostante le enormi conseguenze che portano con sé spesso passano inosservati persino agli occhi dei genitori più attenti.

Alcuni di questi segnali riguardano prettamente lo squilibrio tipico del bullismo che abbiamo accennato poco prima. Rientrano in questa categoria i cambiamenti repentini del tono dell’umore, in cui il/la ragazzo/a sembra passare improvvisamente da un atteggiamento gioioso e socievole a un’impostazione negativa e chiusa verso l’esterno.

La vittima di bullismo può lamentare disturbi psicosomatici come mal di pancia o emicrania che a suo dire gli impediscono di andare a scuola, fino a compiere assenze prolungate, a rifiutarsi di tornare sui banchi o di fare i compiti.

A livello comportamentale può iniziare ad assumere atteggiamenti diversi rispetto al passato, ad esempio faticando ad addormentarsi o ad alimentarsi correttamente, con il rischio di sviluppare veri e propri Disturbi del Sonno e dell’Alimentazione. In alcuni casi il genitore può accorgersi che il proprio figlio è vittima di bullismo attraverso eventi quotidiani, come tornare a casa senza cellulare, soldi o altri effetti personali.

In altri casi i bulli attuano azioni aggressive che lasciano segni fisici sulle vittime, come lividi o segni di bruciature sulla pelle e nonostante la drammaticità di questi gesti, solitamente questi rappresentano un modo univoco in cui il genitore si rende conto delle problematiche del figlio e riesce finalmente a chiedere aiuto alla scuola e a professionisti del settore.

Cyberbullismo e campanelli d’allarme

Nel caso del cyberbullismo questo sfortunatamente non avviene. La vittima di cyberbullismo spesso porta con sé segni interiori, ma non per questo meno gravi, che spesso sfuggono all’occhio dei genitori proprio perché collocati nel mondo digitale. Gli effetti sono altrettanto devastanti e non è detto che il bullismo perpetrato attraverso i media digitali non si associ alle stesse dinamiche nel mondo reale, da parte di compagni di classe o conoscenti.

Tuttavia anche in questo caso è possibile prestare attenzione ad alcuni campanelli di allarme tipici. Spesso la vittima di cyberbullismo trascorre ore al telefono facendo in modo di omettere l’interlocutore e il contenuto delle chiamate, nonostante i tentativi di avvicinamento dei familiari.

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In altri casi può passare un tempo esagerato nel fare i compiti, ed è il caso delle vittime costrette a passare i compiti altrui spesso per via telematica. Ma come è facile intuire, uno dei principali segnali associati al cyberbullismo riguarda l’utilizzo di internet. In diverse occasioni il ragazzo cambia il suo modo di rapportarsi a internet e alle comunicazioni telematiche sia a livello quantitativo che qualitativo. Può iniziare improvvisamente a trascorrere svariate ore di fronte allo schermo del telefono o del pc o, addirittura, a distaccarsene completamente.

Talvolta elimina i suoi profili dai social network o abbandona progetti personali come blog o spazi virtuali molto frequentati fino a poco prima. L’utilizzo di internet soprattutto da cellulare può protrarsi anche in orari poco consoni, con messaggi e chiamate ricevute nel cuore della notte.

Infine, spesso i ragazzi alla vista dei genitori possono chiudere velocemente le schede aperte sul pc o cancellare ossessivamente la cronologia per paura di divulgare i contenuti minatori utilizzati dai cyberbulli.

Sostegno psicologico e Cyberbullismo – Psicologo Roma Eur

L’argomento scuola, le relazioni con i coetanei o anche le semplici uscite con gli amici possono diventare l’argomento taboo in grado di scatenare accese polemiche che spesso si estendono all’intero nucleo familiare, destabilizzandolo senza tuttavia comprenderne le cause e poter agire concretamente per superarlo.

Come è facile intuire il disagio provato dalla vittima di cyberbullismo non si limita agli atti tipici di questo fenomeno. Anche il solo fatto di dover mettere in atto una serie di comportamenti come quelli descritti sopra incute nell’adolescente forti emozioni negative che spesso condividono il senso di colpa anche nei confronti dei propri genitori. Lo stesso vale per le bugie che si sentono costretti di dire nel tentativo di evitare che altri sappiano.

Poco importa se spesso questi segreti sono in realtà semplici bravate o addirittura eventi mai accaduti appositamente messi a punto dal cyberbullo e i suoi sostenitori per trarne vantaggi di qualche tipo.

La vergogna mette in atto una serie di reazioni a catena che possono letteralmente spezzare l’autostima del ragazzo, fino a portarlo a sviluppare disturbi d’ansia, depressione o disturbi alimentari. Nel caso in cui un genitore dovesse incontrare ripetute difficoltà nel confrontarsi con il proprio figlio è importante provare a chiedere aiuto a uno psicologo esperto nel settore.

Lo psicologo agisce come una figura di riferimento e può pianificare un efficace intervento di sostegno per spezzare il circolo vizioso, aumentare l’autostima e ridurre il disagio tipico delle vittime di cyberbullismo.

 

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